3. Storie

Il community organizing incoraggia le persone a non parlare delle questioni che gli stanno a cuore in un modo astratto e distaccato. Ma a raccontare il perché ci sta a cuore una particolare questione a causa delle nostre esperienze di vita.

Le storie, al contrario dei discorsi, restano impresse nella memoria, ci rendono autentici, mostrano quello in cui crediamo con l’esempio senza giudicare gli altri, creano empatia e motivano all’azione.

Anche se pensiamo che le storie riguardino il passato, in realtà riguardano il futuro. Riguardano le motivazioni che ci diamo per agire nel futuro, e la capacità di farlo in modo migliore grazie alla migliore conoscenza di noi stessi.

"Per creare relazioni tra organizzazioni i community organizer tentano di sviluppare legami personali forti tra persone di organizzazioni diverse, così come etnie diverse e diversa estrazione sociale. Per fare questo portano leader di differenti organizzazioni in piccoli gruppi dove condividono le loro storie personali e sono coinvolti in un ascolto profondo. Le persone sono incoraggiate a parlare delle esperienze profonde che hanno dato forma alla loro vita. Questo processo non è un veloce preambolo prima di tornare a 'parlare delle cose importanti'. La condivisione delle esperienze di vita crea un legame intimo tra persone diverse, e la fiducia necessaria per la cooperazione tra gruppi".

Charles Dobson, “A Guide to Community Organizing”, 2002

Questi gli argomenti principali che tratteremo:

  • Due modi di interpretare il mondo: analitico e narrativo
  • L’importanza delle storie: impatto emotivo, autenticità, empatia, legame con l’azione
  • Gli elementi ricorrenti in tutte le storie del mondo
  • Rendersi "calcolatamente vulnerabili"
  • Elaborazione della propria storia pubblica