• 5 sessioni di formazione esperienziale sul community organizing di 3 ore
  • 5 conversazioni interattive di 2 ore su Zoom con protagonist* dell’attivismo romano e espert* di problematiche specifiche
  • 1 visita guidata nella periferia romana

La formazione avverrà su Zoom con una visita guidata sul territorio.

Quando: sabato 7, 14, 21, 28 novembre e 5 dicembre ore 15-19. Le conversazioni i giovedì precedenti dalle 18 alle 20. La visita guidata sabato 21 novembre dalle 10 alle 13.

Perché: Roma ha necessità di sbloccare il suo potenziale di rigenerazione nelle sue dinamiche più profonde e strutturali. La nostra strategia è disseminare sul territorio romano attivatrici e attivatori di comunità in grado di leggere la città come sistema, trasformare le modalità operative delle realtà sociali dei propri quartieri, e costruire il potere di intervento sui processi di governo del territorio.

Costo: 25€

Iscrizioni: https://forms.gle/ztfvRTh1SV9xqkyS7

Come ha detto OBAMA alla fine della sua esperienza di community organizer, “i problemi dei quartieri disagiati non sono una conseguenza della mancanza di soluzioni efficaci, ma della mancanza di potere per implementare queste soluzioni”.

Ma come si costruisce IL POTERE DI RISOLVERE PROBLEMI SOCIALI?

La risposta del community organizing è nelle RELAZIONI

Relazioni di fiducia solide tra le varie anime di una COMUNITÀ. Un’opera di ASCOLTO ad ampio raggio per identificare i problemi che stanno realmente a cuore alle persone. Un’ANALISI DEL POTERE per capire la scala e gli interlocutori giusti su cui incentrare la propria azione.

Le pratiche del community organizing per realizzare tutto questo hanno ormai 90 anni di storia e un’applicazione internazionale.

Questo corso mira a formare a queste pratiche attiviste e attivisti nelle associazioni di cui fanno parte, fornendo loro la metodologia e gli strumenti necessari per ripensare e rinnovare in modo efficace le pratiche di partecipazione.

 

LE 5 SESSIONI

  Il potere, inteso come verbo, rappresenta la capacità per l’essere umano di manifestare le proprie capacità e il proprio scopo. Quando ci viene a mancare, viene meno una parte fondante della nostra identità. Per questo il senso di impotenza è un’esperienza così dolorosa, che tutti cercano di sfuggire. Come ha scritto Danilo Dolci, "non si può realizzare una società civile senza imparare a distinguere forza–potere da violenza–dominio". Ma come si può costruire un potere-forza basato sulla collaborazione e capacità di auto realizzazione?

 

Parlare di ciò che ci sta a cuore partendo dal comprenderne l’origine nelle nostre storie di vita, invece che in idee astratte, consente di unire le persone grazie al potere delle storie, incoraggiare l’azione invece che le discussioni teoriche, e sviluppare le capacità di autoriflessione indispensabili per esercitare una leadership autentica.  

 

  Se le cose non vanno bene, se la democrazia è debole o assente, se c'è insoddisfazione, se il potere è odioso o irresponsabile, se lavorare con gli altri sembra impossibile, se il territorio è in declino... solo parte del problema riguarda il non riuscire a far sentire la propria voce. La ragione più importante è che non c'è ascolto. L’ascolto, infatti, crea relazione, incoraggia apertura e fiducia, crea la comunità. L'ascolto ci consente di aprirci a percepire oltre i nostri schemi mentali, e di vedere risorse e potenzialità che poco prima non avremmo immaginato.

 

Una società per funzionare ha bisogno di infrastrutture civiche. Al contrario di quelle fisiche, queste non possono essere costruite a tavolino. Si creano invece attraverso pratiche relazionali che rafforzano i legami di fiducia, i meccanismi di responsabilizzazione, le capacità riflessive e la leadership.  

 

  Le sfide che abbiamo di fronte - da quelle globali come la crisi climatica e le diseguaglianze, a quelle locali come il declino di Roma e la sua ingovernabilità - sono problemi di natura complessa. Non dipendono dalla volontà di nessun individuo, ma hanno un carattere sistemico. Siamo però immersi in una visione del mondo meccanicistica, dove i problemi sono visti come isolati tra loro e gli interventi necessari come soluzioni specialistiche. Questo ci porta a un atteggiamento reattivo rispetto a continue emergenze. Occorre una nuova modalità di azione che incorpori la complessità, l'apprendimento continuo e un'analisi sistemica del potere.

La formazione è svolta da Diego Galli sulla base della sua esperienza di lavoro negli USA con l’Industrial Areas Foundation, il più diffuso e antico istituto di formazione al community organizing, creato dall’inventore stesso del metodo, Saul Alinsky, nel 1940.

 

LE 5 CONVERSAZIONI

 

Giovedì 5 novembre - 18-20

"L’umiltà della democrazia" con Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore Lazio

"Come organizzare una comunità solidale" con Alberto Campailla, presidente dell’Associazione Nonna Roma

Giovedì 12 novembre - 18-19

"Un'azione integrata di advocacy. Il caso studio dell'area F di Castel Romano"
con Carlo Stasolla, presidente Associazione 21 luglio

 

 

 

Giovedì 12 novembre - 19-20

"Dai braccianti ai riders: il sindacato si confronta con il community organizing" con Ilaria Lani, segretaria generale NIDIL CGIL Firenze, e Daniele Di Nunzio, ricercatore Fondazione Di Vittorio

Giovedì 19 novembre - 19-20

"Praticare trasformazione" a cura di Danilo Chirico, presidente dell’Associazione DaSud

 
 

 

Giovedì 26 novembre - 18-20

"Analizzare i processi decisionali" con Bruno Dente, autore di "Le decisioni di policy.
Come si prendono, come si studiano" e Elisa Serafini, autrice di “Fuori dal comune. Dietro le quinte della politica locale per capire il paese e costruire il futuro

Giovedì 3 dicembre - 18-20

"Oltre la Deep Adaptation: imprenditorialità civica per adattarsi al futuro" con Daniele Bucci di HER: she loves data, Simone Cicero e Luca Ruggeri di Platform Design Toolkit.

 

In un contesto globale sempre più incerto, dove il mito del progresso sembra svanire con l’emergenza di fenomeni ecologici, climatici e sociali sempre più estremi, le persone e le organizzazioni possono trovarsi ad affrontare vere e proprie crisi esistenziali.

LA VISITA GUIDATA

Appuntamento sabato 21 novembre alle 10 alla metro Battistini con mezzo di spostamento privato per visitare visitare 3 zone tipiche dello sviluppo urbanistico di Roma. Le urbaniste di Interazioni Urbane ci guideranno nel decifrare le forme della città e i meccanismi decisionali del potere pubblico che le hanno influenzate.

Nello specifico visiteremo:

- una zona residenziale pianificata dal pubblico (quartiere ATER o INA casa): esempio di attuazione del potere pubblico
- una zona residenziale pianificata e realizzata dai privati (cooperative edilizie): esempio di attuazione del potere privato con il permesso del pubblico
- una zona residenziale spontanea (privati): esempio di attuazione del potere privato in assenza di potere pubblico (città spontanea) o in contrasto con il potere pubblico (città abusiva)

Per iscriversi: https://forms.gle/ztfvRTh1SV9xqkyS7