Dobbiamo affrontare sfide più grandi delle nostre soluzioni

 
Le sfide che l’umanità ha di fronte sono sempre più complesse. Non dipendono dalla volontà individuale, ma hanno un carattere sistemico. Partiti e istituzioni tradizionali sembrano incapaci di affrontarle. Questo vuoto di responsabilità e fiducia sta mettendo in crisi la democrazia e la coesione sociale.

L’unica risposta possibile è nelle comunità

 
Le comunità sono l’unico ecosistema adeguato ad abbracciare la complessità. Leader locali prima isolati imparano e lavorare insieme oltre le differenze. Mettono in moto il potenziale fino a quel momento nascosto del loro territorio.

Organizzare comunità significa creare relazioni

 
Nel community organizing, il compito di un* leader è trovare e supportare altr* leader. Attraverso formazioni e pratiche consolidate, portiamo i gruppi con cui lavoriamo a creare un ambiente accogliente e di supporto per una leadership diffusa e per trasformare l’approccio organizzativo burocratico in uno relazionale.

L’ascolto è la capacità fondamentale della leadership

 
Dal 1940 il community organizing ottiene successi in tutto il mondo organizzando comunità locali affinché i cittadini possano esercitare il proprio potere. Per farlo non parte dalla protesta, ma dall’ascolto. L’ascolto crea relazione, incoraggia apertura e fiducia, crea comunità.

Un nuovo concetto di potere

 
Nelle parole di Saul Alinsky, creatore del community organizing, l’obiettivo è “dare potere a chi non ce l’ha”. Il potere di manifestare la propria visione è uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano. Quando viene schiacciata, potere diviene sinonimo di dominio, e il senso di impotenza corrompe la capacità di risposta della società civile. Creare potere relazionale è la missione del community organizing.
 

Dopo due anni di lavoro con il progetto “Periphery Organizing”, questo è il nostro manuale di cambiamento sistemico sul campo dove raccontiamo come abbiamo avviato processi di reale collaborazione tra istituzioni, servizi pubblici locali, scuole e insegnanti in territori periferici complessi come Tor Bella Monaca, Corviale e Ardea.

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