Il community organizing per le scuole

Il punto di partenza dell’Industrial Areas Foundation è che le scuole sono parte integrante delle comunità in cui si trovano e che servono, e che senza il sostegno organizzato di quelle comunità viene a mancare la base sociale in grado di assicurare un supporto pubblico alle scuole.

Manifestazione di BUILD

Quando l'Industrial Areas Foundation del Texas ha portato i principi dell'organizzazione relazionale nei quartieri poveri e coinvolto i genitori e le comunità nella trasformazione delle scuole, ha creato quella che è stata poi riconosciuta da numerose ricerche come una strategia di successo per la riforma della scuola (vedi la sezione "fonti" di questo articolo). L'Industrial Areas Foundation ha ottenuto la costruzione di nuove scuole, il finanziamento di programmi dopo scuola, la creazione di campi sportivi, la progettazione di programmi scolastici innovativi, l'abbattimento dei tassi di abbandono e di bocciatura agli esami. Ma alla base di questi successi c'è la capacità di coinvolgere attivamente gli operatori della scuola, i genitori e le comunità.

Nel 1990 la IAF del Texas si fece finanziare dalla Rockfeller Foundation un progetto di community organizing nelle scuole che verrà poi denominato Alliance School Program. La IAF creò la sua campagna sulla scuola non intorno a un insieme di riforme predefinite, ma sulla base delle preoccupazioni e degli interessi dei genitori. Nel documento intitolato “La visione della IAF Texas per le scuole pubbliche, comunità di apprendimento” (Texas Interfaith Education Fund, 1990), elaborato dai leader della comunità con l’aiuto di esperti, si legge:

Immaginiamo una cultura caratterizzata da tre orientamenti chiave: 1) una visione della scuola come “comunità di apprendimento”, 2) un impegno a potenziare genitori, insegnanti e amministratori, e 3) un impegno a dare supporto alle famiglie degli allievi. (Texas Interfaith Education Fund, 1990, 9)

Sulla base delle richieste raccolte attraverso incontri con i genitori, le affiliate IAF in Texas svilupparono programmi per l'aggiornamento degli insegnanti, programmi pomeridiani per gli studenti, programmi pomeridiani per i genitori, formazione per i genitori su come aiutare i figli nello studio, programmi di inglese per i genitori immigrati, e programmi di sviluppo della leadership per i genitori più interessati a svolgere un ruolo attivo nella comunità. 

La ricercatrice dell'Università del Texas Dennis Shirley nel suo libro “Community Organizing for Urban School Reform” fa una differenza tra forme di coinvolgimento dei genitori “accomodanti” e forme “trasformative”. Mentre le prime coinvolgono i genitori all’interno della cultura scolastica esistente, le secondo “considerano i genitori quali cittadini nel senso più ampio, attori di cambiamento che possono trasformare le scuole dei quartieri periferici”.

Mentre l'Università di Harvard ha dedicato una conferenza ai risultati del community organizing nel settore scolastico nel marzo 2012, in un rapporto dell'Annenberg Institute for School reform della Brown University dedicato all'argomento si legge: «risultati migliori degli allievi nella forma di maggiore presenza a lezione, migliori risultati nei test scolatici, incremento della percentuale di diplomati, e maggiori aspirazioni a procedere nella formazione superiore erano evidenti in quattro luoghi di implementazione delle iniziative di riforma a livello scolastico (su sette analizzati nella ricerca, ndr)» (Annenberg Institute for School Reform at Brown University 2008, 15).

Come scrivono gli autori di un rapporto sui risultati dell’organizing scolastico negli Stati Uniti, “la responsabilizzazione pubblica è la cerniera che connette la capacitazione della comunità e il miglioramento della scuola. La maggiore partecipazione della comunità insieme al rafforzamento delle relazioni aumentano la responsabilizzazione per il miglioramento dell’istruzione pubblica” (Cross City Campaign for Urban School Reform, 2002).

Gli strumenti

Incontri relazionali
Gli incontri relazionali sono incontri uno a uno, faccia a faccia, della durata di circa 30-45 minuti. Lo scopo dell’incontro non è reclutare le persone, né vendere l’organizzazione o una causa specifica. Sono fatti per comprendere la storia e gli interessi dell’altra persona, guardare nel suo talento, energia e visione.
Il community organizer per la maggior parte del tempo ascolta. Fa domande aperte che richiedono una risposta diversa da un sì o un no. L’ascolto attivo aiuta a stabilire una relazione di mutuo rispetto e fiducia. Anche se il community organizer ha principalmente il compito di ascoltare, deve anche condividere alcune delle sue motivazioni personali e della sua storia.
Attraverso gli incontri relazionali con persone suggerite da leader esistenti, gli organizer identificano i nuovi potenziali leader. Per identificare i leader, gli organizer cercano caratteristiche come un senso chiaro del proprio interesse personale ad essere coinvolti, una volontà di agire, e la presenza di una rabbia controllata o “fredda”.
“L’approccio della IAF è spesso chiamato ‘organizzazione relazionale’ perché gli organizer spendono molto tempo a insegnare ai leader come costruire relazioni all’interno e tra le organizzazioni. Per creare relazioni tra organizzazioni la IAF tenta di sviluppare legami personali forti tra persone di organizzazioni diverse, così come etnie diverse e diversa estrazione sociale” (Charles Dobson 2002).

Incontri di gruppo
Il community organizer “per fare questo porta leader di differenti organizzazioni in piccoli gruppi dove condividono le loro storie personali e sono coinvolti in un ascolto profondo. Le persone sono incoraggiate a parlare delle esperienze profonde che hanno dato forma alla loro vita. Questo processo non è un veloce preambolo prima di tornare a ‘parlare delle cose importanti’. La condivisione delle esperienze di vita crea un legame intimo tra persone diverse, e la fiducia necessaria per la cooperazione tra gruppi” (Charles Dobson 2002).
“Attraverso gli incontri di gruppo i genitori condividono le loro storie. Queste storie risvegliano l’empatia e spingono i genitori a supportarsi l’uno con l’altro” (Lopez 2003, 4).

Camminate di quartiere
Nelle camminate di quartiere, o “walks for success” come sono spesso chiamate, insegnanti, genitori e abitanti del quartiere spendono alcune ore il sabato camminando per le strade intorno alla scuola, bussando alle porte per coinvolgere altri genitori e residenti, a cui nei giorni precedenti è stata inviata una lettera annunciando la visita, in una conversazione intorno ai compiti della scuola. Un team di due persone spende generalmente mezz’ora a parlare con ogni persona disponibile e pone domande come: “Cosa pensi della scuola?”, “hai figli che la frequentano?”, “conosci qualcuno che ci va?”, “quali sono le tue preoccupazioni rispetto alla scuola?”. Alla fine della conversazione il team invita la persona o la famiglia con cui ha parlato a partecipare a un incontro presso la scuola solitamente già fissato nei giorni immediatamente successivi.
“La visione di un gruppo di genitori e docenti ben organizzato e vestito con cura che si muove in un quartiere assediato da gang e lotti abbandonati sollecitando idee sul miglioramento della scuola e informando genitori e allievi di programmi che possono beneficiare la comunità, solleva gli spiriti di molti residenti, che non sono abituati all’attivismo civico nel loro quartiere” (Shirley 1997, 66).

Visite a casa
Gli insegnanti conducono visite a casa dei genitori per conoscere le famiglie e sviluppare relazioni più positive con i genitori. In diversi casi i presidi hanno ottenuto fondi per compensare i docenti per questa attività extrascolastica.

Accademie per genitori
“Da queste esperienze i genitori e i membri della comunità espandono la loro comprensione delle questione educative. Imparano come funziona il sistema scolastico, incluse questioni riguardanti il curriculum e il budget. (...) Inoltre, i genitori e le comunità divengono capaci di parlare in pubblico, svolgere ricerche, guidare riunioni, e negoziare con ufficiali pubblici. (...) Immergendosi nell’organizing, i genitori fanno esperienza di una trasformazione personale e iniziano a pensarsi come cittadini”. (Lopez 2003, 3)
Questo tipo di formazione rende anche meglio capaci i genitori di fornire supporto allo studio dei loro figli.

Riconoscimento pubblico
In Texas gli organizer hanno coinvolto le chiese per introdurre i programmi di riconoscimento pubblico per onorare le risorse speciali di tutti i giovani della comunità. Ogni 6 settimane veniva organizzato un programma speciale per celebrare i successi dei giovani. Per conoscere questi miglioramenti dei comitati per l’educazione dentro ogni chiesa chiedevano ai giovani di portare i loro voti per identificare i progressi. Questo semplice atto ha aumentato per gli allievi il senso che la loro comunità aveva interesse nei loro studi e anche la responsabilità nei confronti della comunità. Il riconoscimento veniva fatto in modo da valutare il livello di parteanza di ogni allievo. Come ha detto il reverendo Singleton della Prima chiesa battista missionaria “a volte non c’era molto da riconoscergli in termini di successi accademici, ma potevamo trovare qualcosa che avevano fatto bene in termini di cittadinanza, o che la loro frequenza scolastica era aumentata” (riportato in Shirley 1997, 101).

Gruppi di coordinamento
Si tratta di gruppi formati da 3 a 10 leader di riferimento della scuola formati e seguiti dai community organizer che guidano genitori, docenti e personale della scuola per agire su vari temi di interesse. Un gruppo di coordinamento ha la capacità di mobilitare tra le 15 e le 150 persone.

Assemblee pubbliche
Appena le camminate di quartiere terminano i leader e gli organizer iniziano a organizzare un’assemblea di genitori in una scuola. Le assemblee pubbliche “trasformano la consapevolezza della forza ed efficacia delle comunità assegnando a genitori un ruolo nel condurre e prendere la parola in questi incontri” (Lopez 2003, 5).
Agli amministratori e i politici invitati viene spesso chiesto se si impegnano ad incontrare rappresentanti della scuola su base regolare ogni mese. Questo impegno è molto importante per assicurare i genitori che i rappresentanti istituzionali mantengano le loro promesse.
“Le assemblee sono strutturate in modo da produrre un effetto catartico nel momento in cui genitori, insegnanti e rappresentanti istituzionali si impegnano su azioni concrete che aiuteranno le opportunità educative nelle scuole e le loro comunità” (Shirley 1997, 68).

Risultati

L’iniziativa “Texas Alliance Schools” è stata intrapresa a metà anni Ottanta dall’Industrial Areas Foundation in Texas. Il primo progetto pilota partì nel 1985 nella scuola Morningside a Fort Worth. Nella scuola il 90% degli allievi erano afroamericani e il 7% latinoamericani. Delle 20 scuole medie di Fort Worth era quella con i risultati peggiori ai test. Metà dei 900 studenti non passava i testi di scrittura, l’85% aveva diritto a pasti gratis o a prezzi ridotti, quasi la metà di questi proveniva da famiglie con stipendi sotto la linea di povertà, e pochi avevano famiglie con entrambi i genitori. Nelle settimane peggiori la polizia veniva chiamata ad intervenire per arrestare giovani violenti quotidianamente.
In tre anni, grazie all’organizzazione dell’Industrial Areas Foundation, la scuola è passata dalla ventesima alla terza posizione nei risultati dei test, e la percentuale di allievi che passavano l’esame di scrittura è passato dal 50 all’83%.
Come risultato di questi successi, Morningside è stata una delle 4 scuole in Texas a vincere nel 1990 il prestigioso Carnegie Initiative Award.

Nel 2000 l’alleanza aveva aggregato 118 scuole dei quartieri più poveri delle città dello Stato.

Tra gli 800 e i 1000 insegnanti partecipavano ogni anno ai corsi di formazione organizzati dall’Alliance Schools.

Secondo il rapporto realizzato dall’Annenberg Institute for School Reform della Brown University nel 2009 “gli insegnanti nelle scuole altamente coinvolte in Austin Interfaith (un’organizzazione della IAF in Texas) riportano livelli di fiducia e coinvolgimento dei genitori significativamente più alti dei genitori nelle scuole meno coinvolte. Gli insegnanti hanno riportato anche che Austin Interfaith ha influenzato positivamente la qualità della presidenza della scuola, l’impegno dei docenti, e la collegialità degli insegnanti.” (Annenberg Institute for School Reform 2009, 1)

Inoltre, “l’analisi di regressione della relazione tra il coinvolgimento di Austin Interfaith nelle scuole e l’andamento scolastico degli allievi misurato attraverso il test del Texas di valutazione delle competenze scolastiche (1993-2002) mostra che l’elevato coinvolgimento con Austin Interfaith ha predetto incrementi tra il 15 e il 19% degli allievi in grado di raggiungere gli standard minimi, mentre livelli minori di coinvolgimento hanno predetto incrementi di solo il 4%”. (Annenberg Institute for School Reform 2009, 1-2)

Nel 1993 Alliance Schools ottenne la creazione del fondo Investment Capital Fund, a cui potevano accedere tutte le scuole pubbliche che entravano in partnership con un’organizzazione impegnata nel coinvolgimento dei genitori e della comunità. Con il fondo, inizialmente pari a 2 milioni di dollari arrivato negli anni fino a 20 milioni, sono stati finanziati corsi per lo sviluppo professionale dei docenti, formazione alla leadership dei genitori, corsi di inglese per genitori di origine straniera, programmi dopo scuola, servizi educativi bilingue, la ristrutturazione dei campi sportivi. 

Risultati importanti sul fronte della scuola sono stati ottenuti dall’Industrial Areas Foundation anche in altre città.

L’organizzazione IAF che opera nei quartieri di Wedding e Moabit di Berlino, Wir sind da! (Siamo qui!) ha sviluppato un programma di tutoraggio molto popolare che riunisce studenti della Hochschule Beuth con gli alunni in una scuola locale e ha dato vita anche a una “scuola libera”, la Freien Bürgerschule Wedding (FBW), con accesso senza tasse, nuove forme di pedagogia, partecipazione attiva dei genitori e della comunità locale

A New York la IAF è stata centrale nella creazione di 3 scuole superiori secondo il modello delle “small schools”, scuole più piccole che consentivano una relazione migliore tra docenti e studenti e con un approccio più collaborativo all’istruzione.
Nel Bronx hanno ottenuto la conversione di un’area di rimessa ferroviaria nel Mott Have Campus, il più grande progetto di edilizia scolastica della città di New York, dove risiedono ora 4 scuole e 2.400 studenti, con un campo sportivo, una biblioteca e un auditorium da 600 posti condivisi.

A Baltimora l’organizzazione locale IAF, Build, ha ottenuto la creazione dell’Autorità Child First, che fornisce ogni anno programmi doposcuola a 1.500 allievi delle scuole pubbliche della città. Di recente ha ottenuto un raddoppiamento del programma, con uno stanziamento aggiuntivo da parte della città di 4,2 milioni di dollari.

Fonti

Annenberg Institute for School Reform at Brown University, "Organized Communities, Stronger Schools. A Preview of Research Findings", 2008

Elena Lopez, “Transforming Schools Through Community Organizing: A Research Review”, Harvard Family Research Project, dicembre, 2003

Charles Dobson, “A Guide to Community Organizing”, 2002

Interfaith Education Fund, “Alliance Schools Concept Paper”, autunno 2003

Cross City Campaign for Urban School Reform, “Strong Neighborhoods Strong Schools: Case Study: Austin Interfaith”, The Indicators Project on Education Organizing, marzo 2002

Michelle Renee and Sara McAlister, “The Strengths and Challenges of Community Organizing as an Education Reform Strategy: What the Research Says”, Annenberg Institute for School Reform, Brown University, 2011

Kavitha Mediratta, Seema Shah, Sara McAlister, "Building partnerships to reinvent school culture: Austin Interfaith", Annenberg Institute for School Reform, Brown University, 2009

Dennis Shirley, “Community Organizing for Urban School Reform”, University of Texas Press, 1997

"The Texas I.A.F. Vision for Public Schools: Communities of Learners", Texas Interfaith Education Fund, 1990

Mark R. Warren, "Dry Bones Rattling. Community Organizing to Revitalize American Democracy", Princeton University Press, 2001

Mark R. Warren e Karen L. Mapp (a cura di), “A Match on Dry Grass. Community Organizing as a Catalyst for School Reform”, Oxford University Press, 2011

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