Ritratti di quartiere

- Steven e Janice sono i primi che mi lasciano entrare in casa. A Milwaukee fa già – 8°, è quasi buio e non è piacevole camminare per un quartiere che so essere pericoloso a bussare alle porte delle persone. Sono una coppia di colore, entrambi quasi non hanno i denti. Effetti dell’assistenza sanitaria privata e del muro che ancora divide bianchi e neri in questo Paese. Sono sulla sessantina, c’è la loro nipotina con loro, e mi dicono che è la prima casa che riescono ad acquistare. La casa è stata ristrutturata grazie alla campagna di Common Ground diretta alle banche responsabili del pignoramento di oltre 10.000 case a Milwaukee tra il 2007 e il 2008, l’80% delle quali è stato acquistato attraverso un mutuo subprime. Grazie a una campagna durata due anni, Common Ground è riuscita ad ottenere da 5 tra le banche più grandi del paese 33 milioni di dollari per finanziare la ristrutturazione delle case abbandonate a seguito dei pignoramenti. Steven mi mostra due parti stuccate del muro del salone. Ci sono due buchi dietro lo stucco, causati da proiettili sparati in strada, durante una sparatoria, a gennaio.

Door to door in Sherman Park

Door to door in Sherman Park

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Il mondo come dovrebbe essere

Un bambino decora una finestra della Chiesa presbiteriana Tippecanoe di Milwaukee

Un bambino decora una finestra della Chiesa presbiteriana Tippecanoe di Milwaukee, una delle organizzazioni membre di Common Ground

Uno dei momenti ricorrenti nel community organizing è la formazione. E’ un’attività continua a cui viene dedicata molta attenzione e alla quale vengono invitate a partecipare le persone più interessanti e promettenti che gli organizer incontrano attraverso gli incontri relazionali.

Siamo in un’aula della Marquette University, l’università privata cattolica più prestigiosa di Milwaukee. L’università aderisce a Common Ground e uno dei modi in cui contribuisce è offrendo le proprie aule per i training.

Per introdurre l’argomento gli organizer partono sempre da “il mondo come dovrebbe essere”. Non esisterebbe nessuna possibilità di cambiamento se non ci fosse dentro di noi un’immagine di un mondo come dovrebbe essere.

“Quali sono le caratteristiche del mondo come dovrebbe essere?”

“Dove hai imparato a immaginare un mondo così?”

“Chi te lo ha insegnato?”

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La cosa più radicale che insegniamo

Kathleen Patròn, community organizer di Common Ground

Kathleen Patròn, community organizer di Common Ground

Siamo nel collegio di sole donne Alverno creato da un ordine religioso di suore nel 1887. Tutti gli ingredienti per apparire come un luogo tradizionalista. E’ l’opposto. Non ci sono voti alla fine dell’anno né per gli esami. Le allieve sono chiamate a valutare gli insegnanti e i programmi attraverso discussioni aperte. Solo il 30% delle allieve è cattolico, il resto di altre fedi o non credente. Ci sono organizzazioni sia degli insegnanti che delle allieve apertamente femministe. Incoraggiano la partecipazione politica. E hanno anche un corso di community organizing.

Lo insegna Kathleen a volte. La prima volta che l’ho accompagnata a una lezione, nelle presentazioni iniziali (un rito immancabile in qualsiasi riunione organizzata dalla IAF) un’allieva ci dice che da grande vuole fare la presidente degli Stati Uniti. La rivedo poi all’assemblea pubblica convocata da Common Ground lo scorso 19 ottobre e alla valutazione successiva. Giorni dopo siamo di nuovo alla sua università in attesa di un incontro con una docente. Lei vede Kathleen e si avvicina subito. “Ci sono un sacco di cose che non mi sono piaciute all’assemblea. Ero molto delusa e molte altre persone lo erano”. Kathleen la guarda in modo del tutto aperto e le chiede: “interessante. E perché?”. Lei inizia a dirle che non era riuscita a intervenire nella valutazione. Che l’uomo che la conduceva non era interessato agli input, solo a dire il suo punto di vista. Che le slide non funzionavano e non si vedevano. Che c’era troppa religione e sembrava che volesse essere imposta ai presenti, tanto che un’amica che era con lei se n’era andata.

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